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SUMMARY:Viaggio attraverso i rituali funerari del Medioevo in Leventina: come si viveva e come si moriva
DESCRIPTION:Visita guidata con Aixa Andreetta\, archeologa. \nI metodi dell'archiologia funeraria dai ritrovamenti ai riti: i casi leventinesi (Rossura\, Airolo\, Quinto-Deggio).\n \nLe ossa sono a tutti gli effetti una categoria di reperti archeologici\, capace di fornire importanti informazioni\, complementari a quelle che emergono dallo studio tipologico e cronologico di strutture ed oggetti.\nGli insediamenti costituiscono un resto involontario\, in quanto racchiudono la traccia casuale di una serie di attività\, mentre quello che troviamo all’interno di una tomba rappresenta l'esito di una scelta intenzionale\, dettata dalla volontà di creare una precisa immagine del defunto da tramandare ai posteri.Gli scheletri di un insieme archeologico possono rappresentare individui di differenti strati sociali\, generi diversi\, popolazioni biologicamente distinte o gruppi eterogenei. Capire l'ideologia che accompagna il rituale di deposizione rimane per gli archeologi un'impresa ardua; tuttavia i nuovi metodi dell'antropologia fisica permettono di ricavare indicazioni sempre più precise che aiutano a ricostruire non solo il profilo biologico dell'individuo\, ma anche la sua alimentazione e le sue malattie.\nDopo un'introduzione sull'archeologia funeraria\, saranno illustrati – a titolo d'esempio - i primi risultati delle ricerche condotte sui resti osteologici di cimiteri medievali al sud delle Alpi svizzere\, con particolare attenzione ai siti leventinesi\, le cui peculiarità si distinguono nettamente dagli altri. \n \nCosto: 20.- CHF \nIscrizioni entro: venerdì 1 luglio 2016 \n \nAixa Andreetta\nArcheologa mesolcinese con la passione della cultura in genere. Dopo essersi laureata in archeologia preistorica e etnografia presso l'Università di Neuchâtel\, continua la sua formazione con una specializzazione in antropologia fisica a Ginevra.\nDurante la sua formazione ha avuto modo di partecipare a vari scavi sia in Svizzera che all'estero (Francia\, Italia\, Bulgaria\, Sudan\, Mongolia) e ha poi lavorato come responsabile di settore sul cantiere archeologico di Roveredo\, correlato ai lavori della circonvallazione dell'A13\, tra il 2007 e il 2008.\nNel 2011 intraprende un progetto di dottorato\, presso l'Università di Berna sul materiale osteologico medievale a sud delle Alpi Svizzere (Ticino e Mesolcina)\, che sta portando a termine. Dal 2013 ha ricevuto il sostegno da parte del Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica. \n
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