La signora Maria Pozzi è stata per alcuni decenni, tra gli anni '50 e gli anni '70, la levatrice di riferimento per tutta la Leventina. Quasi tutti i bambini nati in Valle in quel periodo furono assistiti da lei. Su sua volontà, dopo la sua morte, tutti gli oggetti e documenti legati alla professione di levatrice sono stati donati al Museo di Leventina.
Con questo piccolo spazio online intendiamo farvi scoprire alcuni oggetti particolari del suo lascito, oltre ad altri dettagli sulla sua persona e la professione di levatrice.
Cenni biografici
Maria Pozzi nasce a Prato Leventina il 26 giugno 1920.
Nel 1952 lascia la Leventina alla volta di San Gallo, per iniziare la sua formazione come levatrice presso la Frauenklinik, dove ottiene il diploma nel 1954. Proprio durante quest’esperienza, fa nascere i primi bambini.
Diventerà negli anni seguenti la levatrice di riferimento per tutta la Leventina, lavorando all’Ospedale distrettuale di Faido dal 1956 fino al 1972. Gli ultimi dieci anni di carriera li trascorre invece a Bellinzona, su richiesta del Dr. Gallino, primario all’Ospedale San Giovanni, che l’ha voluta con sé, dopo l’ottima collaborazione a Faido.
Durante tutta la sua carriera, tra il 1953 e il 1982, Maria Pozzi ha fatto nascere ben 1'978 bambini, tutti registrati a mano in un taccuino. Muore il 29 agosto 2022 all’età di 102 anni.
Oggetti e documenti particolari donati dalla signora Pozzi
Ringraziamo la levatrice leventinese Francesca Dotti per averci dato una mano a decifrare i diversi oggetti e a spiegarne la funzione. Se qualcuno avesse delle informazioni aggiuntive non esiti a contattarci.
Clicca sulle immagini per ingrandire
- Diploma di levatrice, rilasciato il 30 settembre 1954.
- Manuale di anatomia con disegni e appunti fatti a mano.
- Tazza con incisioni fatte a mano, ricordo di un pellegrinaggio a Lourdes. Veniva probabilmente usata per contenere l’acqua santa in caso di battesimi di urgenza in ospedale.
- Pinza per cordone ombelicale
- Pipette utilizzate probabilmente per aspirare liquidi. Forse come cateteri o per estrarre il liquido amniotico.
- Stetoscopio “trombetta: strumento per l’ascolto del battito cardiaco del nascituro. Oggi può ancora essere utilizzato per capire se un bambino è podalico, ascoltando il volume del battito da diverse zone della pancia.
- Valigia
- Recipiente utilizzato probabilmente per raccogliere il latte materno e riversarlo
- Autorizzazione al libero esercizio della professione di levatrice
- Scatola di fascette per la rilegatura del cordone ombelicale
- Spilla raffigurante un neonato. Viene regalata dall’Associazione svizzera a tutte le levatrici al momento del diploma.
- Coppette. Venivano riempite con del cotone imbevuto di alcool e applicate sul corpo per rimuovere l’ossigeno in caso di dolore.
- Pipetta per mettere le gocce negli occhi ai neonati: ai tempi era molto presente la gonorrea e i bambini rischiavano di avere problemi alla cornea
- Biglietto del treno Airolo- San Gallo, utilizzato per recarsi a San Gallo a svolgere la formazione di levatrice. Non è più tornata per tre anni perché all’epoca il costo del biglietto era troppo caro (Fr. 19.20)
- Statuetta regalata dall’Associazione delle levatrici quando ha compiuto 100 anni.
- Preghiera dell’ostetrica.
- Manuale di anatomia con disegni e appunti fatti a mano.
- Fotografia di Maria Pozzi con dei bambini
- Ultima paga all’Ospedale Distrettuale di Faido
- Album fotografico.
- Strumento utilizzato per adattare il capezzolo all’allattamento
- Tessera di legittimazione dell’Associazione svizzera delle levatrici
- Taccuino con la lista di tutti i bambini fatti nascere tra il 1953 e il 1982. Sono in totale 1’978.
Vi proponiamo in seguito un'intervista di Maria Pozzi del 2022, in cui dialoga con la levatrice leventinese Francesca Dotti.
Su gentile concessione degli autori Céline Stegmüller e Carlo Pisani, che ringraziamo per il contributo. L'intervista è divisa in due parti:























